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Adozione a distanza di un bambino: come funziona la procedura

Ogni giorno in televisione o in rete vengono trasmesse pubblicità che parlano di adozione a distanza. Nella totalità dei casi, lo spot pubblicitario prevede la presenza di uno o più bambini che vivono in contesti di povertà assoluta e di estrema difficoltà sociale, spesso orfani e senza una famiglia alle spalle. Al termine della pubblicità viene chiesto un impegno concreto da parte delle persone che stanno guardando la televisione o il computer: un contributo in denaro fisso ogni mese per sostenere la crescita e lo sviluppo del bambino (o della sua famiglia o dell’intera comunità), così da permettergli di avere un futuro migliore. A seguire un breve approfondimento su come funziona l’adozione a distanza, con tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

Cos’è l’adozione a distanza

L’adozione a distanza si fonda su un sostegno economico fisso da parte di una famiglia o una singola persona nei confronti di un bambino che continuerà a vivere nel suo Paese. Il contributo mensile sarà destinato alla spesa alimentare, allo studio e alla sua formazione all’interno della comunità in cui vive. Come dice la parola stessa, questa tipologia di adozione non prevede l’arrivo del bambino adottato all’interno della propria abitazione, ma unicamente un sostegno economico. Negli ultimi anni, l’adozione a distanza è stata allargata anche a cani, gatti e altri animali.

Quali sono le organizzazioni non profit più famose che gestiscono l’adozione a distanza?

Dietro all’adozione a distanza c’è un’organizzazione non profit che ha il compito di individuare il bambino o la bambina che ha più bisogno di aiuto in una determinata comunità. È poi sempre questa organizzazione che gestisce il denaro ricevuto dalla famiglia adottiva. Tra le onlus più famose si possono annoverare la Comunità di Sant’Egidio, Save The Children, Avis, Amref, l’Albero della Vita, Aiutare i Bambini, Sos Villaggi dei Bambini, Actionaid. Tutte le organizzazioni citate qui sopra operano in base a quelli che sono i precetti del Ministero degli Affari Esteri.

Quante tipologie di adozione a distanza esistono?

L’adozione a distanza può essere finalizzata al sostegno economico del bambino, della sua famiglia o della comunità in cui vive. Quest’ultima forma di adozione sta prendendo sempre più piede tra le organizzazioni non profit italiane e straniere. Dietro a un contributo mensile maggiore (in genere tra i 20 e 30 euro al mese), viene offerto un sostegno non soltanto al bambino e alla sua famiglia, ma anche all’intera comunità, andando a finanziare ad esempio la costruzione di un ospedale, una scuola o un pozzo. In questo caso, dunque, l’adozione del bambino è fortemente simbolica: in realtà si sta aiutando tutto il paese in cui vive.

Come adottare un bambino a distanza

In primis bisogna scegliere la onlus a cui affidarsi per l’adozione a distanza. Il secondo passo consiste nella compilazione del modulo di attivazione. Di solito, il documento può essere scaricato agevolmente dal sito ufficiale della stessa organizzazione. A questo punto, la onlus sceglie il bambino o la bambina idonea per l’adozione a distanza, iniziando successivamente a inviare alla famiglia adottiva sia le foto che tutte le informazioni più importanti su quella che è stata la sua vita fino a quel momento e sulla sua comunità. L’ultimo passo per l’attivazione dell’adozione consiste nello scegliere la frequenza con cui donare (può essere mensile, ma anche una volta ogni tre o sei mesi) e la modalità di pagamento (nella maggior parte dei casi si fa riferimento alla domiciliazione bancaria o al bollettino postale). È tutto: da questo momento l’adozione a distanza è attiva.

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Ragazze alla pari: cosa significa e come funziona

L’assunzione di una ragazza alla pari rappresenta un metodo valido per i genitori che desiderano un aiuto in casa oltre a dare l’opportunità ai propri figli d’imparare una lingua e una cultura differente con una persona madrelingua. Nel territorio italiano, il lavoro alla pari, è legale e viene regolato dalla legge numero 304 approvata il 18 maggio 1973 ed è conosciuta come “Ratifica ed esecuzione degli accordi europei a proposito del collocamento alla pari”.

Una ragazza alla pari, non svolge solamente attività di babysitting e collaborazione domestica ma diviene un valore aggiunto della famiglia che li ospita apportando un arricchimento culturale notevole. Oltre a offrire un consistente aiuto in casa, i servizi delle ragazze alla pari comprendono l’insegnamento di una lingua straniera per i bambini che hanno la possibilità di dialogare con una madrelingua.

Imparare a conoscere i nomi degli oggetti che ogni giorno si utilizzano in casa oltre alle normali attività domestiche e scolastiche ma in lingua straniera faciliterà l’apprendimento spontaneo e naturale da parte di più piccoli. Un ottimo approccio verso culture diverse per i bambini che cresceranno con una mentalità più aperta verso il mondo.

Scegliere di percorrere questa strada, però, rende necessaria una certa organizzazione all’interno della famiglia, inoltre la ragazza alla pari deve avere uno spazio sufficiente per potersi trovare a suo agio nella famiglia straniera. Non si tratta di un impiego vero e proprio ma uno scambio in cui la persona che vivrà con la famiglia per un determinato tempo, farà da babysitter in cambio di vitto e alloggio. Ma cerchiamo di capire meglio come funziona e quali sono le regole di questa interessante opportunità.

Chi sono le ragazze alla pari?

Si tratta di una ragazza tra i 17 e i 30 anni di età la quale decide di partecipare a uno scambio culturale. Il suo obiettivo è imparare la lingua del paese in cui si reca o migliorare il livello di conoscenza già acquisito a scuola. Le ragazze alla pari vivono e lavorano nella stessa casa in cui abita la famiglia che le ospitano partecipando a un apposito programma.

Si tratta di nuclei familiari registrati e controllati dagli enti predisposti i quali danno la loro disponibilità a far vivere in casa loro le persone scelte in cambio di alcune mansioni. In cambio, gli ospitanti, assicurano alla ragazza alla pari una camera comoda con tutto ciò che le serve per vivere serenamente questo periodo, i pasti che consumerà con la famiglia di cui entrerà a fare parte e una paghetta ogni sette giorni oppure una volta al mese.

I doveri della ragazza alla pari sono assistere i bambini di casa aiutandoli nelle attività quotidiane, accompagnarli a scuole oltre che alle varie attività extrascolastiche come sport, musica, teatro o altro genere di occupazioni. Devono inoltre cucinare per i bambini se i genitori non ci sono, occuparsi del guardaroba dei bimbi, giocare con loro e aiutarli nei compiti.

Cosa comprende un contratto Au pair

Tutti gli accordi presi in fase di trattativa devono essere stabilite prima che le ragazze alla pari giungono nella casa in cui saranno ospitate. Le attività che dovrà svolgere dovranno essere chiaramente scritte in un apposito contratto appositamente creato per lavoratori au pair. Questo è un documento legale e riconosciuto in ogni paese europeo e deve contenere tutte le informazioni indispensabili per un rapporto di scambio culturale tra la famiglia e le candidate.

Il modello di contratto per ragazze alla pari è standard in ogni Paese della zona Schengen e specifico nei paesi extra-europei. Per sottoscrivere tale documento saranno necessari diversi documenti tra cui assicurazione sanitaria, certificato medico che attesti la buona salute e costituzione fisica, oltre alle vaccinazioni obbligatorie nel Paese in cui ci si reca.